Il nostro Ufficio di Pastorale della Salute della Diocesi di Bologna, in sintonia con l’Ufficio Nazionale della CEI, sostiene la cultura del dono come atto di amore e solidarietà, inserendo la tematica nel tempo Pasquale, quando facciamo memoria del Signore che dona la sua vita per ogni uomo.
Siamo certi che, mai come ora, è compito di ogni uomo di buona volontà rendere più vivibile questo mondo. E proprio noi, che abbiamo Gesù Cristo come riferimento per la nostra esistenza, possiamo rendere la vita ed il mondo un luogo migliore… Lo possiamo fare con lo stile della nostra vita: il Dono, la Cura, il dare attenzione a chi ci sta vicino…anche se ci costa!
Per questa occasione vi proponiamo:
- in questa scheda “La donazione degli organi nel Magistero della Chiesa” alcuni spunti di riflessione e approfondimento sul tema della donazione alla luce del Magistero della Chiesa cattolica;
- il Discorso del Santo Padre Leone XIV ai partecipanti all’incontro promosso dal Centro Nazionale per i Trapianti;
- la scheda di presentazione del cortometraggio “Briciole al sole” che racconta la storia vera del piccolo Giordano che nel 2024 ha ricevuto un nuovo cuore;
- la visione del cortometraggio “Briciole al sole“;
- il videomessaggio del piccolo Giordano .
E infine questa preziosa testimonianza di un’infermiera dell’Ospedale Maggiore di Bologna:
E’ bello sapere che c è una giornata che proclama l’importanza della donazione di organi e tessuti.
Da metà anni ’90 il mio lavoro mi ha portato a conoscere molto da vicino il percorso che precede la donazione, lavorando come infermiera in una rianimazione accreditata a tale percorso.
Ho conosciuto molto da vicino tante famiglie coinvolte nella perdita di un loro caro, persone che hanno avuto la fermezza di concedere la donazione, questo avveniva in anni nei quali il consenso doveva essere richiesto alla famiglia stessa.
Ora le cose sono cambiate ed ogni persona, nel pieno della propria salute ed esprimendo la sua volontà, può e deve decidere di dare il consenso od il diniego alla donazione di organi e tessuti, sollevando così la famiglia dal difficile compito di interpretare il desiderio del parente.
Decisione che doveva essere presa in poche ore, con uno stato d’animo che andava dall’angoscia alla disperazione, con davanti agli occhi ed al cuore, l’imminente morte del proprio caro.
Senza scendere nei dettagli legislativi, sono ora a ribadire che è un’ottima cosa la sensibilizzazione su questi argomento, ma non basta farla un giorno all’anno, ottimi gli slogan ed i messaggi promozionali diffusi attraverso le tante vie di informazione, ma non bastano!
Occorre, a mio avviso, “infiltrarsi” nelle scuole, soprattutto quelle superiori; nei luoghi dove i ragazzi si ritrovano, nelle società sportive; negli ambiti lavorativi, nelle assemblee sindacali; nelle comunità cristiane, nelle parrocchie e nelle Associazioni cattoliche…
Qui ed ovunque deve arrivare l’informazione corretta.
È necessario fare capire «cosa ci sta dietro e dentro» la domanda che l’Ufficiale dell’anagrafe ci fa in maniera rapida al momento del rinnovo della nostra carta d’identità…“dà il consenso od il diniego alla donazione degli organi?”
Spesso lo stesso Ufficiale Pubblico non è adeguatamente formato per dare le opportune spiegazioni agli eventuali dubbi che il cittadino vorrebbe porgli.
Negli ultimi mesi, inoltre, il caso della morte del bambino napoletano trapiantato di cuore, ha messo in crisi la credibilità di un percorso che quotidianamente in Italia viene condotto con tanta professionalità e attenzione.
Il piccolo Domenico ha avuto una sorte assolutamente tragica e sarà compito della magistratura italiana indagare e non del giornalismo o della cattiva informazione.
Invece è, certamente, compito della Pastorale della Salute quello di impegnarsi per dare adeguata informazione e sensibilizzare alla società cristiana riguardo il tema delle donazioni di organi e tessuti.
Il DONO degli organi è da considerarsi un vero gesto di SOLIDARIETÀ: significa salvare la vita a più persone.
Un atto di carità cristiana!
Spero di essere stata abbastanza concreta nell’esposizione del mio punto di vista e di risvegliare l’interesse dei cristiani che cercano un modo concreto per aiutare i fratelli che soffrono.
Patrizia Trevisani

